C’è una geografia rara, sul versante comasco del Lago Ceresio. In meno di nove chilometri in linea d’aria la quota passa dai 271 metri del lago ai 2.245 del Pizzo di Gino: quasi duemila metri di dislivello in un palmo di mappa. Il confine italo-svizzero è una presenza costante: corre lungo i crinali alti, attraversa i passi di transumanza, sfiora le rive del lago a Gandria.

E in mezzo, cinque valli che hanno mantenuto fisionomie distinte — Val Cavargna, Val Rezzo, Valsolda, Val d'Intelvi, Val Sanagra — per idrografia, dialetto, architettura, mestieri e quota. Per chi pratica turismo attivo, questo non è un lago da circumnavigare in fretta tra una colazione e un aperitivo. È un parco diffuso, un sistema in cui camminare, correre, navigare, pedalare e salire in quota non sono attività da consumare, ma il modo naturale di leggere il territorio. Ed è anche uno dei pochi angoli delle Prealpi lombarde in cui la pressione del turismo di massa non ha ancora cancellato i tempi lenti — proprio perché qui, come scriviamo da sempre, il modo migliore per scoprire il Lago Ceresio e le sue Valli è non avere un programma rigido.
Se hai una settimana, un weekend o anche solo una mattina libera, ecco cosa offre il Ceresio outdoor.
A piedi: sentieri tematici e cammini di valle
I percorsi escursionistici del portale — tutti consultabili online con scheda tecnica, foto e traccia GPX scaricabile — coprono livelli di difficoltà che vanno dalla passeggiata familiare alla traversata di crinale di più ore. Quello che li accomuna è che non sono semplici tracce sportive: sono percorsi tematici, sentieri-narrazione che leggono il paesaggio attraverso un mestiere, una memoria, un personaggio storico.
La Camminata dei 9 Campanili è il modo più semplice per iniziare: un anello che tocca i campanili delle frazioni e restituisce, in poche ore, la trama di un territorio fatto di nuclei sparsi. La Via del Ferro tra Carlazzo e San Bartolomeo Val Cavargna ripercorre un tratto dell’antica strada transfrontaliera lungo cui, per secoli, si è trasportato il ferro estratto e lavorato tra la Val Cavargna e la svizzera Val Morobbia — un’attività siderurgica di cui in valle si ha traccia fin dall’VIII secolo. Su questo segmento si incontrano ancora le testimonianze di quel mondo: il maglio ad acqua di Ponte Dovia, le cappelle votive di Sora, prima della salita a San Bartolomeo. Chi cerca un soggetto più naturalistico trova il sentiero che da Gottro porta al Rogolone, la quercia monumentale che è uno dei simboli del territorio, o la passeggiata da Claino verso Santa Giulia, affacciata sul lago. La Foresta Regionale Valsolda e il Tour delle Frazioni della Valsolda completano un quadro in cui ogni sentiero ha un perché oltre al dislivello.
Li trovi tutti, con difficoltà, lunghezza e traccia scaricabile, nella sezione Percorsi del portale.
In corsa: i sentieri di valle visti di corsa
C’è un modo di vivere questi sentieri che il Ceresio, finora, ha raccontato poco: la corsa. Le mulattiere selciate, i sentieri di mezzacosta, i tracciati che collegano le frazioni di valle sono un terreno ideale per il trail running e per la corsa in natura, lontano dal traffico e dal cemento. È un’attività che si presta particolarmente al pubblico svizzero e tedesco, abituato a cercare percorsi tecnici ma puliti, in quota ma raggiungibili.
Quasi tutti i percorsi a piedi del portale possono essere letti anche in chiave podistica: basta tarare ritmo e dislivello sulle proprie gambe. E ogni anno, a inizio estate, Porlezza ospita la Vivi Porlezza di Corsa, una corsa su strada ormai consolidata che porta in paese podisti da entrambe le sponde del confine.
In quota: dal lago alle vette di confine
Sopra i boschi, il Ceresio diventa montagna vera. Il Pizzo di Gino, con i suoi 2.245 metri, è la cima che domina l’intero bacino: la sua salita, dal fondovalle alle creste di confine, è una delle ascensioni più complete del territorio. Poco distante, il Monte Garzirola, 2.116 metri, apre panorami che spaziano dalle Alpi alla pianura, lungo i crinali che un tempo segnavano le rotte della transumanza e del contrabbando.
Sono itinerari per camminatori allenati, da affrontare con la giusta attrezzatura e leggendo il meteo prima di partire. In cambio offrono ciò che le valli del Ceresio sanno dare meglio: silenzio, ampiezza e la sensazione, rara, di stare in un luogo che non è ancora stato consumato. Le schede di salita al Pizzo di Gino e al Monte Garzirola sono nella sezione Percorsi.
Sull’acqua: in canoa, in kayak e con la lenza
Il Ceresio non si vive solo sui sentieri: lo si scopre anche a pelo d’acqua, con la pagaia. Kayak, canoa e stand-up paddle aprono una prospettiva diversa sul lago e sulle sue rive, dal settore nord riparato tra Porlezza e Claino con Osteno fino alla costa della Valsolda. È un modo lento e silenzioso di muoversi, che chiede però di sapere dove pagaiare, dove noleggiare l’attrezzatura e come stare in sicurezza sull’acqua.
C’è poi un’altra attività d’acqua che ha una lunga tradizione sul Ceresio: la pesca sportiva. Per pescare nelle acque lombarde del lago serve la Licenza di tipo B della Regione Lombardia, che costa 23 euro l’anno ed è valida anche per i turisti stranieri, senza più bisogno di un permesso turistico separato. Sono esentati i minori di 18 anni, gli over 65 e le persone con disabilità ai sensi della Legge 104/1992. Una giornata sul lago con la canna, all’alba, è uno dei modi più antichi e più quieti di stare su queste acque.
Su due ruote: la ciclopedonale e i sentieri
Sul fronte delle due ruote, il percorso simbolo è la ciclopedonale che collega Porlezza al Lago di Como, un tracciato pianeggiante e sicuro, adatto alle famiglie, che corre lungo il fondovalle e tocca la Riserva Naturale Lago di Piano, con i suoi canneti e la sua fauna. È il modo più rilassato di pedalare nel territorio, accessibile anche con bambini e con bici a noleggio.
Chi cerca terreni più impegnativi trova nelle valli un reticolo di mulattiere e strade forestali che si prestano alla mountain bike e alla e-bike, con dislivelli importanti e panorami che ripagano la fatica. Anche qui vale la regola del territorio: si sale con calma, si guarda dove si mette la ruota, e il paesaggio fa il resto.
Il ritmo della stagione attiva
Il calendario del Lago Ceresio e delle Valli non è fatto di grandi eventi di massa, ma di appuntamenti a misura di territorio, che seguono il ritmo delle stagioni. Nei mesi caldi si moltiplicano le escursioni guidate nella Riserva Lago di Piano e nella Foresta Regionale Valsolda, le camminate non competitive organizzate dalle Pro Loco, le attività del Circolo Nautico Porlezza sull’acqua e, di tanto in tanto, manifestazioni sportive che intrecciano la fatica e la tavola, due cose che da queste parti vanno sempre insieme.
Per sapere cosa c’è in programma adesso, il riferimento è la pagina Eventi del portale, aggiornata mano a mano che i programmi vengono confermati. È lì che prende forma, appuntamento dopo appuntamento, la stagione attiva del Ceresio.
Un modo diverso di stare nel territorio
Camminare, correre, pedalare, pagaiare, salire: sul Lago Ceresio e nelle sue Valli non sono modi di “fare sport”, sono modi di stare in un luogo. Più lentamente, più in profondità, più lontano dai circuiti del turismo di consumo. È questa l’idea che muove Ceresio5Valli fin dall’inizio — un territorio da vivere, non da attraversare.
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