La Valsolda è un comune sparso della provincia di Como, in Lombardia, affacciato sul ramo settentrionale del Lago Ceresio al confine con la Svizzera fra Lugano e Porlezza. Il suo territorio coincide con quello della valle, percorsa dal torrente Soldo e racchiusa in una cinta montuosa a semicerchio. Il comune, costituito nel 1927 dalla fusione di sei comuni preesistenti, si articola oggi in undici frazioni distribuite tra le sponde del lago (Cressogno, San Mamete, Albogasio Inferiore e Superiore, Oria, Santa Margherita) e i pendii della montagna (Loggio, Drano, Puria, Dasio, Castello). La sede comunale è a San Mamete, dove la chiesa dei Santi Mamete e Agapito conserva un campanile romanico dell'XI secolo. Storicamente la Valsolda fu per secoli feudo della mensa arcivescovile di Milano: lo stesso San Carlo Borromeo si firmava Dominus Vallissoldae, "Signore della Valsolda".

La fama internazionale della valle si deve ad Antonio Fogazzaro, che a Oria ambientò Piccolo mondo antico (1895): la sua casa, oggi Villa Fogazzaro Roi gestita dal FAI, è ancora visitabile nella sua atmosfera ottocentesca originale. La frazione di Castello, arroccata su uno sperone roccioso, custodisce la chiesa di San Martino, nota come "Cappella Sistina della Lombardia" per gli affreschi del 1697 dipinti dal pittore valsoldese Paolo Pagani (1655-1716) direttamente sull'intonaco, senza disegno preparatorio. Tra Cinque e Settecento la Valsolda diede infatti i natali a numerosi pittori, scultori e architetti che esportarono la propria arte dall'Italia alla Spagna, dalla Mitteleuropa fino alla Polonia, alla Russia e alla Svezia: una storia oggi documentata dal Museo Casa Pagani, ospitato nella dimora originale dell'artista a Castello e considerato il più importante museo a livello europeo dedicato alle sue opere.

Le frazioni di Valsolda — borghi tra lago e montagna

Le undici frazioni di Valsolda si distribuiscono lungo due fasce altimetriche distinte. San Mamete, sede comunale alla foce del torrente Soldo, è il porto storico della valle, con il suo campanile romanico dell'XI secolo e il Lazzaretto seicentesco. Cressogno e Albogasio Inferiore e Superiore punteggiano la riva del lago con ville d'epoca e attracchi privati. Oria, di fronte al promontorio di San Mamete, conserva la dimora di Antonio Fogazzaro, oggi bene FAI. Sui pendii della montagna, Castello si erge su uno sperone roccioso a 720 metri custodendo la chiesa di San Martino con i suoi affreschi seicenteschi; Loggio, Puria, Drano e Dasio sono nuclei rurali agricoli in mezzo a terrazzamenti coltivati a vite e ulivo, raggiungibili attraverso antiche mulattiere lastricate. Ogni frazione conserva fontane, lavatoi e cappelle votive che testimoniano la vita quotidiana di una comunità alpino-lacustre.

Santa Margherita — il borgo che si raggiunge solo via lago

Santa Margherita è una frazione unica nel panorama del Ceresio: piccolissimo nucleo abitato adagiato su una sottile insenatura della sponda valsoldese, raggiungibile esclusivamente via lago con barca o tramite un ripido sentiero panoramico che parte da Albogasio Superiore. Il borgo conserva una chiesa romanica del XII secolo con un raro affresco datato 1427 raffigurante Santa Margherita di Antiochia, e i resti di un lazzaretto dove durante la peste manzoniana del 1630 vennero confinati i contagiati della Valsolda. Negli anni Quaranta e Cinquanta del Novecento Santa Margherita fu inoltre stazione di partenza di una funicolare panoramica che collegava il bacino lacustre con il pianoro di Lanzo d'Intelvi: la struttura, smantellata nel 1977, è ricordata oggi soltanto da alcune fotografie d'epoca e da un breve tratto di binario rimasto a memoria.

Letteratura — Valsolda terra di scrittori

Pochi territori italiani vantano una densità letteraria pari a quella della Valsolda. Antonio Fogazzaro ambientò qui il suo capolavoro Piccolo mondo antico (1895), facendo della frazione di Oria lo scenario emotivo e narrativo del romanzo. Lo scrittore svizzero-tedesco Hermann Hesse, premio Nobel per la letteratura nel 1946, dipinse un acquerello di Albogasio Inferiore durante uno dei suoi soggiorni sul Ceresio, oggi conservato in collezione privata. Brunella Gasperini, pseudonimo di Bianca Robecchi, una delle più popolari giornaliste e scrittrici italiane del secondo Novecento, scelse San Mamete come dimora estiva per oltre trent'anni. Più recentemente, dal 2015, lo scrittore Emiliano Bezzon ha ambientato in Valsolda alcuni dei suoi romanzi noir, contribuendo a mantenere viva la tradizione che fa della valle uno scenario letterario d'eccezione.

L'emigrazione artistica valsoldese — pittori, architetti e scultori in tutta Europa

Tra il Cinquecento e il Settecento, la Valsolda diede i natali a generazioni di artisti che esportarono la propria arte in tutta Europa. La famiglia Pozzo, originaria di Puria, contava architetti e pittori attivi a Milano, Vienna e Roma. La famiglia Visetti, di Castello, fu protagonista del barocco lombardo. La famiglia Affaitati annoverò personaggi come Isidoro, architetto attivo nelle corti di Polonia. La famiglia Lezzeni, di Albogasio, fornì stuccatori per i territori asburgici. Tra i casi più singolari, Carlo Ceroni lavorò a Węgrów in Polonia, dove ancora oggi una via porta il suo nome, e Paolo Pagani (1655-1716) di Castello fu pittore di corte tra Vienna, Praga e Mosca. Una storia oggi documentata dal Museo Casa Pagani, unico spazio espositivo a livello europeo dedicato all'emigrazione artistica valsoldese.

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