C’è un momento, al mattino presto, in cui il Lago Ceresio è uno specchio. La Porlezzina, la brezza leggera del mattino, non si è ancora fatta sentire, e l’acqua tiene il colore del cielo. È l’ora in cui il lago si lascia attraversare in silenzio, con una pagaia in mano e la prua rivolta verso una riva che dalla strada non si vede. Il Ceresio a pelo d’acqua è un altro lago: più intimo, più lento, più tuo.

Un lago da vivere a pelo d’acqua
Il Ceresio ha una forma ramificata, fatta di bracci stretti e insenature riparate. Il bacino settentrionale, quello che si allarga davanti a Porlezza, è racchiuso dai versanti della Valsolda e della Val d'Intelvi, e si apre soltanto verso Porlezza sul corridoio della Val Menaggio, la valle pianeggiante che collega il Ceresio al Lago di Como. Riparato dalle montagne su gran parte del suo perimetro, per buona parte della giornata mantiene un’acqua calma, con onde brevi e prevedibili: una condizione ideale per chi si muove con una pagaia, molto più che sui grandi laghi aperti dove il vento corre senza ostacoli.
Vista dall’acqua, la riva racconta cose che dal lungolago restano nascoste: gli ulivi aggrappati alle rocce, i piccoli approdi dei borghi affacciati sul lago, le pareti che scendono a picco nell’acqua profonda. Molti angoli del Ceresio si raggiungono solo in barca o pagaiando, ed è lì che il lago dà il meglio di sé, lontano dal traffico e dalla folla che d’estate si concentra sulle mete più note.
Kayak, canoa e SUP: cosa puoi fare
Sul Ceresio si pratica tutto ciò che si muove a forza di braccia. Il kayak è il più versatile: stabile, veloce, permette di coprire distanze e di infilarsi nelle insenature più strette. La canoa canadese è la scelta di chi va in famiglia o in coppia, con lo spazio per un piccolo bagaglio e un’andatura tranquilla. Lo stand-up paddle — il SUP, la tavola su cui si pagaia in piedi — è forse il modo più meditativo di stare sull’acqua: chiede lago calmo e un po’ di equilibrio, ma ripaga con una prospettiva impossibile da avere seduti.
La buona notizia per chi comincia è che l’acqua piatta e riparata del bacino nord è amica dei principianti. Non servono esperienza pregressa né un’attrezzatura propria: si può partire da zero, con qualche accortezza, e imparare pagaiata dopo pagaiata.
Dove pagaiare
Il cuore navigabile a misura di pagaia è il settore nord riparato, dall’arco di Porlezza verso Claino con Osteno, e la costa della Valsolda, sotto le montagne che segnano il confine con la Svizzera. Sono acque protette, con spiagge e lidi pubblici da cui è facile mettere in acqua e rientrare.
Chi non ha attrezzatura propria può rivolgersi agli operatori del territorio. Il Nautic Shop Valsolda, attivo dal 1984, lavora con attrezzatura Tahe Outdoor ed è un riferimento storico per la nautica leggera del lago. Il Circolo Nautico Porlezza è il punto di aggregazione della vita sull’acqua nel bacino di Porlezza, con attività e presenza costante nei mesi caldi. E per chi al remo preferisce lasciarsi spingere dal vento, il Circolo organizza corsi di windsurf: il bacino di Porlezza, con la brezza regolare del pomeriggio, è una palestra naturale per questa disciplina. Sono loro il modo migliore per noleggiare, imparare e capire le condizioni del giorno prima di partire.
Naviga in sicurezza
Il Ceresio è un lago gentile, ma resta un lago di montagna: profondo, freddo sotto la superficie e con un vento che può cambiare in fretta. Conoscerne il respiro è la prima regola di sicurezza. Al mattino si fa sentire la Porlezzina, di solito una brezza leggera, quasi impercettibile, che soffia da levante verso ponente; è però un vento insidioso, perché tende a rinforzare prima dei temporali. Nel pomeriggio le subentra la Breva, che spira in senso opposto, da ponente verso levante. I temporali estivi possono ribaltare questo schema in pochi minuti, alzando onda anche dove poco prima era tutto calmo.
Da qui una regola d’oro: parti pagaiando contro il vento, così avrai il vento a favore quando sarai stanco e vorrai rientrare. Resta vicino alla riva — le distanze sull’acqua ingannano, e ciò che sembra a due bracciate può essere molto più lontano di quanto pensi. Indossa sempre il giubbotto di galleggiamento, controlla le previsioni prima di uscire e avvisa qualcuno del tuo giro. La navigazione sul lago è regolata dall’Autorità di Bacino: informarsi sulle norme in vigore fa parte del pagaiare bene, non solo del pagaiare sicuri.
Le rotte consigliate
Il tratto riparato che da Porlezza piega verso Osteno regala un’uscita breve e tranquilla, perfetta per una prima volta o per un’ora rubata al pomeriggio. Da Osteno prende il largo la rotta più affascinante del bacino: quella che raggiunge il piccolo borgo di Santa Margherita costeggiando una riva completamente selvaggia, senza strade né sentieri che la avvicinino. È un tratto di costa che si può toccare solo dall’acqua — una condizione rara, quasi unica in Italia — e che restituisce intatto il senso di un lago di un tempo.
La costa della Valsolda, che corre sotto le pareti fino al confine, chiede più fiato ma ripaga con scorci che dalla terraferma non esistono: piccole cale, approdi silenziosi, il lago che si stringe tra le montagne. Sono itinerari che ciascuno può misurare sul proprio passo, scegliendo dove fermarsi e quanto spingersi secondo il vento e la voglia del momento: è questa la libertà più preziosa che l’acqua mette a disposizione.
Quando andare
La stagione naturale per stare sull’acqua va dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno. Le giornate migliori sono quelle limpide, e il momento migliore è quasi sempre il mattino: luce radente, acqua ferma e il lago ancora tutto per sé, prima che si alzi la Breva e che i battelli e le barche a motore movimentino la superficie.
D’estate conviene partire presto, per la calma e per la frescura. In primavera e in autunno il lago è più solitario e la luce più bella, ma l’acqua è fredda: una muta leggera fa la differenza. Il Ceresio, essendo profondo, si scalda lentamente — la temperatura piacevole per un bagno o per una caduta senza patemi arriva nel pieno dell’estate, non prima.
Il lago, alla velocità di una pagaia
Muoversi sull’acqua non è un modo più veloce di vedere il Ceresio: è un modo più lento, e proprio per questo più vero. Non c’è un percorso da completare, un tempo da battere, una lista di cose da spuntare. C’è un lago che si apre bracciata dopo bracciata, una riva che cambia a ogni promontorio, un silenzio che dalla strada non si sente. Prendi una pagaia, scegli una mattina calma e lasciati sorprendere: il Ceresio, a pelo d’acqua, è più bravo di te a decidere dove portarti.

















