Le prime corolle bianche sono spuntate in questi giorni sulla superficie del Lago di Piano. È un fenomeno che si ripete ogni primavera, ma che continua a sorprendere: in pochi metri quadrati d’acqua immobile si concentra una delle fioriture acquatiche più estese della Lombardia prealpina.
Per chi cerca un’esperienza naturalistica lontana dalla folla dei grandi laghi, la Riserva Naturale Lago di Piano è una delle mete più discrete e generose del nostro territorio. E maggio è il momento giusto per scoprirla.
Un piccolo lago tra due più grandi
Il Lago di Piano si trova in Val Menaggio, esattamente a metà strada tra il Lario e il Ceresio, nei comuni di Carlazzo e Bene Lario, a un passo da Porlezza. È un lago di fondovalle glaciale di appena 0,72 km², profondo non più di 13 metri, racchiuso in una Riserva Naturale Regionale di 176 ettari riconosciuta anche come Zona Speciale di Conservazione della Rete Natura 2000, che ne amplia la superficie fino a superare i 200 ettari.
La sua dimensione contenuta è esattamente ciò che lo rende prezioso: il bilancio idrico è in equilibrio, le acque sono lente e mesotrofiche, e questo crea le condizioni ideali per il nufareto-lamineto — la fitta vegetazione acquatica galleggiante di cui le ninfee sono protagoniste.
Che cosa fiorisce in primavera
Sulla superficie del lago si alternano quattro specie principali:
- Ninfea bianca (Nymphaea alba) — le grandi corolle bianche con il cuore giallo
- Nannufero giallo (Nuphar lutea) — i fiori gialli a forma di piccola coppa, spesso confusi con ninfee
- Castagna d’acqua (Trapa natans) — foglie a rosetta più piccole, fioritura più discreta a inizio estate
- Poligono anfibio (Polygonum amphibium) — foglie lanceolate e delicati fiori rosa svettanti sopra l’acqua
La fioritura comincia in genere a fine aprile / inizio maggio e si protrae fino a settembre, con il picco visivo tra maggio e luglio. I fiori si aprono solo di giorno e con il sole: nelle giornate coperte restano chiusi. Per chi viene da lontano, vale la pena controllare il meteo prima di partire.












Il sentiero e i punti migliori per osservarle
Dalla Casa della Riserva (Centro visite, tel. 0344 74.961) parte il sentiero principale, pianeggiante e ben segnalato che costeggia il lago. Il percorso non è un anello a ridosso del periplo, ma è comunque completo: si raggiungono diversi punti di osservazione del nufareto-lamineto da entrambe le sponde, in passeggiate brevi e adatte anche a famiglie con bambini.
I tratti migliori per osservare le ninfee da vicino sono:
- Le passerelle sull’acqua subito dopo il Centro visite, dove il sentiero si affaccia direttamente sul nufareto-lamineto
- La sponda sud, sotto il Monte Galbiga, nel tratto tra la spiaggia della località Rivetta e la zona detta Mirandola, dove si aprono prospettive frontali sul lago
- La passerella botanica nei pressi dell’Osservatorio naturalistico (sempre lungo la sponda sud), che accompagna il visitatore — con una specifica cartellonistica — a comprendere e a vedere dal vero il concetto di «successione vegetazionale»
- La barca a remi noleggiabile presso il Centro visite: il punto di vista cambia completamente, e si arriva a sfiorare le colonie galleggianti senza danneggiarle
Se vuoi pianificare la visita con tappe e tempi, consulta la scheda completa del percorso Visita alla Riserva Lago di Piano.
Una raccomandazione: le ninfee non si raccolgono. È vietato per legge in tutta la Riserva, ed è una specie protetta. Il piacere è guardarle, non portarle a casa.
La luce migliore: consigli per chi fotografa
C’è una cosa da sapere prima di partire: le ninfee non seguono la durata del giorno, ma hanno un proprio ritmo interno. A giugno come a settembre il comportamento è lo stesso: i fiori si aprono verso le 10–11 del mattino, raggiungono la massima apertura tra le 14 e le 15, e si richiudono progressivamente nel pomeriggio inoltrato (intorno alle 16–17). Alle prime luci dell’alba e dopo il tramonto sono chiusi a bocciolo.
La finestra utile per fotografarli aperti è quindi indicativamente dalle 10:30 alle 16:30. Al suo interno, i due momenti più interessanti sono:
- Tarda mattinata (11–12) — fiori appena schiusi, ancora freschi e perfettamente bianchi; luce ancora con un minimo di angolatura
- Medio pomeriggio (15–16) — i fiori sono al massimo dell’apertura ma la luce comincia a scaldarsi e ad ammorbidirsi, condizione spesso preferita dai fotografi naturalisti
L’unica fascia veramente difficile è il mezzogiorno con sole alto (12:30–14:30 d’estate): le foglie galleggianti riflettono molto e i bianchi si bruciano facilmente. Con cielo leggermente velato il problema si attenua.
Chi cerca primi piani può portare un teleobiettivo (100–200 mm) per isolare singoli fiori senza scendere dal sentiero. Per chi noleggia la barca, anche un grandangolo dà soddisfazione, con le ninfee in primo piano e il bosco del Galbiga sullo sfondo.
Per chi ama l’alba: vale comunque la pena arrivare presto per il lago in sé — brume sul canneto, acqua immobile, riflessi delle montagne — sapendo che le ninfee saranno ancora chiuse fino a metà mattina.
Non solo ninfee: una biodiversità sorprendente
Il Lago di Piano è uno dei piccoli scrigni di biodiversità della provincia di Como. Sono state censite oltre 160 specie di uccelli (di cui oltre 60 nidificanti), 17 specie di pesci e almeno 26 di mammiferi. La Riserva ospita anche una popolazione stabile del raro gambero d’acqua dolce (Austropotamobius pallipes italicus), una delle ultime in zona.
Anche gli anfibi e i rettili sono ben rappresentati con circa una dozzina di specie diverse, tra le quali spicca la Testuggine palustre europea (Emys orbicularis), specie minacciata con un areale frammentato e disomogeneo che genera isolamenti genetici e forti criticità per la conservazione. Il Lago di Piano, per questa specie, rappresenta una delle stazioni più settentrionali d’Italia.
Tra gli uccelli legati strettamente agli ambienti acquatici non può non essere citato il Martin pescatore (Alcedo atthis): per la sua appariscente livrea e le piccole dimensioni rappresenta simbolicamente le caratteristiche della Riserva e, per questo motivo, è stato scelto come logo.
Tra le specie ornitiche che frequentano il nufareto-lamineto, i rallidi come la Folaga (Fulica atra), la Gallinella d’acqua (Gallinula chloropus) e il Porciglione (Rallus aquaticus) sono i più visibili: gli ultimi due, grazie alle loro dita estremamente allungate che distribuiscono il peso su un’ampia superficie, riescono persino a camminare sulle grandi foglie delle ninfee.
Lo Svasso maggiore (Podiceps cristatus) — uccello prettamente acquatico e ittiofago, in grado di tuffarsi e nuotare in apnea per qualche minuto — utilizza le parti vegetali delle ninfee (foglie, fusti, fiori) e delle alghe per costruire il suo nido: un nido galleggiante, ancorato ai fusti sommersi delle ninfee, in punti dove la profondità dell’acqua supera anche i tre metri.
Tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, lo Svasso maggiore si rende protagonista di una parata nuziale che non ha eguali nel mondo degli uccelli acquatici: i due partner assumono diverse posture e scuotono specularmente la testa, uno di fronte all’altro, sollevando i ciuffi auricolari di penne in uno spettacolo davvero entusiasmante. L’apoteosi viene raggiunta quando i due individui iniziano a sollevarsi sulla superficie del lago e corrono l’uno incontro all’altro fino a raggiungersi e a toccarsi gli sterni. La danza si conclude con l’offerta nuziale: il maschio, dopo aver pescato materiale vegetale sommerso, riappare a galla, si avvicina alla femmina e le dona le alghe — è la promessa di fedeltà e riproduzione, con quelle alghe inizieranno a costruire il loro nido.
La fauna della Riserva Naturale Lago di Piano. Ph Fabrizio Manservisi
Per chi non si accontenta della fioritura, la Riserva si conferma una meta valida tutto l’anno: in autunno per il passaggio migratorio, in inverno quando il lago gela e cambia completamente fisionomia, a fine inverno proprio per assistere alla parata nuziale degli svassi.

Come arrivare
In auto: dalla SS340 Regina tra Menaggio e Porlezza, uscita per Piano Porlezza. Parcheggio gratuito comunale accanto al semaforo, oppure di fronte alla Casa della Riserva. In alternativa, è possibile lasciare l’auto presso i centri commerciali vicini (Carrefour Market e Iperal Carlazzo) e raggiungere il lago a piedi o in bici percorrendo l’ultimo tratto della pista ciclopedonale Porlezza–Menaggio, che lambisce la Riserva. Da Lugano: circa 30 minuti. Da Como: circa 1 ora.
Per chi arriva dalla Svizzera, la pagina Trasporti Pubblici (autobus C12) è la linea pubblica più comoda.
Cosa vedere nei dintorni
Il Lago di Piano è il punto di partenza ideale per una giornata lenta tra Carlazzo, Bene Lario e Porlezza:
- Castel San Pietro — il piccolo borgo medievale dentro la Riserva
- Ristoranti a Carlazzo per il pranzo
- Via del Ferro tra Carlazzo e San Bartolomeo, escursione storica per chi vuole prolungare la giornata
- Chiesa di San Vittore a Porlezza per completare con un tratto di Ceresio
- Borgo Dipinto di Claino, a pochi minuti, per le sue facciate affrescate
Quando andarci, in sintesi
| Periodo | Cosa aspettarsi |
|---|---|
| Fine febbraio – marzo | Parata nuziale degli svassi |
| Maggio | Inizio fioritura, ninfea bianca prevalente, vegetazione fresca |
| Giugno–luglio | Picco fioritura, anche nannufero, giornate lunghe |
| Agosto | Fioritura ancora ampia, più caldo |
| Settembre | Coda fioritura, luce più morbida |
| Autunno | Passaggio migratorio |
| Inverno | Lago gelato, fisionomia completamente diversa |
Il consiglio: mira al medio pomeriggio (15–16) in una giornata di sole, quando i fiori sono al massimo dell’apertura e la luce è già morbida. Portati un binocolo: le ninfee sono lo spettacolo dichiarato, il resto della Riserva è quello che ti porti a casa.
Articolo realizzato con la consulenza scientifica di Vincenzo Perin, Agente Guardiaparco della Riserva Naturale Lago di Piano, che ha curato in particolare la sezione dedicata alla fauna. Fotografie della fauna: Fabrizio Manservisi.









































