Descrizione
Un piccolo borgo medievale fortificato sospeso sopra il Lago di Piano
Sulla piccola altura del Montecchio del Brione, in posizione strategica all’imbocco delle strade che salgono verso la Val Cavargna e la Val Rezzo, sorge Castel San Pietro — un nucleo storico fortificato che domina dall’alto la Riserva Naturale Lago di Piano. È uno di quei luoghi che il turismo di massa non ha sfiorato: poche case in pietra, mura, una casa-torre con sottopassaggio, e l’eco di una storia che parte dal XII secolo.
Mille anni di storia in poche pietre
Conosciuto anche come Castello di Carlazzo, il borgo nasce come fortezza difensiva durante la guerra decennale tra Como e Milano (1118-1127). Originariamente possesso degli arcivescovi di Milano, nel 1240 passa sotto la giurisdizione di Como, di cui condivide le sorti come parte della Pieve di Porlezza.
L’impianto originario era un vero e proprio complesso difensivo, con una cerchia di mura, torri e porte che racchiudevano la parte più alta dell’abitato, usata come rifugio durante gli attacchi. Quello che si conserva oggi — mura, una casa-torre con sottopassaggio, alcune case a corte raggruppate — è dovuto proprio alla solidità della costruzione, che ha resistito ai numerosi assedi.
Intorno al XV secolo il sito si trasforma in un borgo agricolo fortificato, e nel XVIII secolo si arricchisce di Villa Sala, elegante dimora padronale, e di un edificio dedicato alla bachicoltura (la “bigattiera”) — testimonianza dell’antica vocazione serica di queste valli.
Cosa si vede oggi
- Resti delle mura e tracce del perimetro difensivo medievale
- La casa-torre con sottopassaggio, cuore architettonico del nucleo
- Villa Sala, dimora settecentesca
- L’antica bigattiera, memoria dell’allevamento del baco da seta
- Le case a corte raggruppate del borgo, in parte ancora abitate
- Sentieri secondari che si diramano verso angoli nascosti e ulteriori ruderi
Come raggiungerlo
Castel San Pietro si raggiunge facilmente a piedi dalla Casa della Riserva del Lago di Piano: dopo aver attraversato il canneto e raggiunto la spiaggia attrezzata della Rivetta, si imbocca la strada carrozzabile che attraversa pascoli e maneggi e con una breve salita si arriva al nucleo storico. Da qui il percorso ad anello della Riserva prosegue nella vegetazione fitta della località Brion e ridiscende verso la ciclopedonale Porlezza-Menaggio.
Parcheggio gratuito in prossimità della Casa della Riserva. Ingresso al borgo libero, tutto l’anno: è un piccolo “museo a cielo aperto” dove ci si muove rispettando le abitazioni private ancora abitate.
Quando andarci
Il borgo è visitabile in qualsiasi stagione, ma la combinazione più suggestiva è la primavera — quando la Riserva esplode di ninfee e la luce taglia obliqua le mura medievali — o l’autunno, quando il bosco intorno cambia colore e l’atmosfera diventa quasi sospesa. D’inverno, con il lago ghiacciato visto dall’alto, è uno scenario particolare per chi cerca silenzio e fotografia paesaggistica.







