Foliage autunnale nelle valli del Lago Ceresio

C’è una stagione in cui il Lago Ceresio abbassa la voce. Passata l’estate, quando i battelli diradano le corse e le sponde tornano ai residenti, le valli che scendono verso il lago si vestono dei colori più belli dell’anno. L’autunno, da queste parti, non è una stagione di ripiego: è forse il momento in cui il Ceresio e le sue valli si mostrano più veri, tra boschi che si accendono, castagne che cadono e giornate che invitano a rallentare.

Il foliage delle valli del Ceresio

Nelle settimane tra fine ottobre e novembre i versanti che circondano il lago cambiano pelle, passando dal verde all’oro, al rame, al rosso. È un foliage di media montagna, raccolto e intimo, molto diverso dalle mete affollate: qui i boschi si attraversano in silenzio, spesso senza incontrare nessuno, con il lago che compare a tratti tra gli alberi.

Chi sale lungo i sentieri attraversa, quota dopo quota, boschi diversi — una scala naturale tipica delle Prealpi Lepontine. Più in basso, lungo le rive e sulle prime pendici, dominano i querceti e soprattutto i castagni, che per secoli l’uomo ha coltivato e che in autunno stendono a terra il loro tappeto di ricci. Salendo nella fascia montana la scena passa alla faggeta, accompagnata da carpini, frassini e aceri: è qui che il foliage dà il meglio, con le foglie del faggio che virano a un oro ramato intenso. Più in alto ancora, nelle stazioni fresche e luminose, compaiono le conifere — l’abete rosso e i larici, unici tra gli aghifogli a ingiallire e perdere le foglie in autunno, punteggiando di giallo acceso i versanti più elevati.

Le castagne, memoria e sapore delle valli

Nelle valli del Ceresio la castagna non è un semplice frutto di stagione: per secoli è stata la base della sussistenza delle comunità di montagna. Il castagno veniva chiamato “l’albero del pane” perché la sua farina sfamava le famiglie durante l’inverno, e i castagneti da frutto erano un patrimonio tramandato di generazione in generazione, curato con pazienza e affidato agli essiccatoi dove i frutti venivano affumicati e conservati per i mesi freddi.

Oggi quella memoria sopravvive soprattutto nella gastronomia. In autunno le castagne tornano protagoniste sulle tavole e nei forni, nelle zuppe, nei dolci e nei piatti della tradizione, e rivivono nelle castagnate che animano i borghi del territorio: feste di paese dove le caldarroste si accompagnano al vino nuovo, nel modo più semplice e genuino di festeggiare l’arrivo della stagione fredda. Sono appuntamenti a misura di comunità, lontani dalla folla, dove si respira l’autunno autentico delle valli.

I sapori d’autunno nei ristoranti e nei crotti

La castagna è solo l’inizio. Con l’autunno la cucina delle valli cambia passo e si fa più sostanziosa, seguendo ciò che bosco e stagione mettono a disposizione: la selvaggina — cervo, capriolo, cinghiale — negli stufati e nei brasati che chiedono ore di fuoco lento; i funghi dei boschi, i porcini su tutti, nei risotti, sulla polenta e nella pasta fatta in casa; e i formaggi d’alpeggio che chiudono la tavola.

È nei ristoranti e nei crotti tipici che questi sapori si assaggiano al meglio: in autunno molti propongono menù di stagione dedicati, e fermarsi a tavola dopo una camminata, davanti a un piatto caldo e a un bicchiere di rosso, è parte dell’esperienza quanto il foliage. I locali del territorio si trovano nella sezione ristoranti del portale.

Camminare nel foliage: i percorsi

L’autunno è la stagione ideale per camminare: l’aria è limpida, il caldo è passato e i colori rendono ogni sentiero un piccolo spettacolo. Abbiamo raccolto alcuni itinerari che in questo periodo danno il meglio di sé, tutti percorribili in giornata e adatti a chi cerca una gita senza fretta.

Antiche mulattiere tra muschio e foglie, nel cuore dei boschi.
Antiche mulattiere tra muschio e foglie, nel cuore dei boschi.

A queste camminate libere si affiancano, nei mesi autunnali, le escursioni naturalistiche guidate che accompagnano alla scoperta dei boschi e della fauna delle valli: gli appuntamenti vengono pubblicati via via nel calendario eventi del portale, insieme alle castagnate dei borghi.

Il tempo che rallenta

C’è un’ultima cosa che l’autunno regala, e non si trova su nessuna mappa. Con le giornate che si accorciano e la prima aria fredda, il ritmo delle valli cambia. Il tramonto arriva presto e tinge il lago di arancio; i borghi si raccolgono attorno ai camini; nei ristoranti tornano i sapori lenti della cucina di montagna. È la stagione in cui non si viene per vedere tutto, ma per stare: una camminata al mattino, una castagnata nel pomeriggio, una tavola calda la sera. Il Ceresio, in autunno, non chiede di correre. Chiede solo di esserci.

Il tramonto d'autunno sul Lago Ceresio.
Il tramonto d’autunno sul Lago Ceresio.

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