Descrizione

La più antica chiesa del Decanato: un viaggio tra arte e fede dal V secolo

In breve

La Chiesa Prepositurale di San Vittore a Porlezza è la più antica del decanato, con origini che risalgono al V secolo d.C. Affacciata sul Lago Ceresio, custodisce al suo interno un patrimonio artistico di grande valore, con affreschi di Giulio Quaglio da Laino, Giovanni Battista Pozzo e altri maestri del barocco lombardo. La facciata neoclassica, progettata da Pietro Gilardoni da Puria, introduce a un interno ricco di cappelle laterali, altari in marmo e decorazioni in scagliola di artigianato intelvese.

Storia e Architettura

Le origini della chiesa risalgono al V secolo, quando era già plebana con presbitero, battistero e area sacra murata. Nel VI secolo era guidata da un arciprete nominato dal popolo e dal clero, con compiti amministrativi e di governo della comunità. Durante l’VIII secolo, il presbitero e i chierici vivevano in comunità presso la plebana, tradizione mantenuta almeno fino al XIII secolo.

Nel XII secolo subì una ricostruzione completa che cancellò le tracce paleocristiane. Nel 1428 Giacomo Maggi commissionò una “Madonna col Bambino”, ancora visibile tra la seconda e terza cappella di destra.

Dopo le visite borromaiche e il Concilio di Trento, il parroco Pocobelli (eletto nel 1634) promosse importanti lavori di ampliamento. Tra il 1650 e il 1670 fu eretta la nuova cappella con i contributi delle famiglie Bonanomi e Adriani. I lavori si conclusero nel 1678 con la realizzazione di tre cappelle per lato.

Le Cappelle e gli Affreschi

La prima cappella sinistra (del Crocifisso) fu affrescata nel XVIII secolo da Giulio Quaglio da Laino con le “Storie della Passione di Cristo”. Lo stesso Quaglio decorò la Cappella di San Maurizio, dedicata al patrono di una chiesa sepolta sotto una frana del monte Galbiga.

La seconda cappella sinistra ospita un altare in marmi dedicato alla Madonna del Rosario, commissionato dalla famiglia Bolza di Loveno. La terza cappella sinistra (di San Carlo) fu affrescata da Giovanni Battista Pozzo con storie del santo, mentre una tela è opera di Pietro Pozzo Vignola.

Il tabernacolo quattro-cinquecentesco presenta l'”Ecce Homo” con un paliotto in scagliola di artigianato intelvese, forse opera dei Solari di Verna.

L’Altare Maggiore e il Coro

Nel 1736 lo scultore Giacomo Maria Muttone realizzò le statue in stucco dei Santi Ambrogio e Carlo. L’altare maggiore ligneo a tempietto con colonne tortili fu eseguito nel 1684 da Giuseppe Gaffuri di Como.

Nel 1692 Giovanni Battista Pozzo da Loggio affrescò il coro con la “Gloria di San Vittore”, la “Fustigazione di San Vittore” e “San Vittore imprigionato”. I figli Giovanni Battista junior e Carlo Antonino completarono l’opera, decorando la volta del presbiterio con l'”Incoronazione della Vergine” e i profeti.

L’Oratorio di San Giovanni Battista

Nel 1682 fu eretto l’Oratorio di San Giovanni Battista riutilizzando la vecchia abside della chiesa plebana e conservando preziosi affreschi del XIV secolo.

La Facciata Neoclassica

All’inizio dell’Ottocento, Pietro Gilardoni da Puria progettò la facciata neoclassica con quattro semicolonne e bugnato, oltre al rimaneggiamento del campanile. Tra il 1866 e il 1876 Giovanni Valtorta dipinse la volta con “Glorie” e sei “Profeti” nelle vele. Giacomo Medici decorò nel 1876 gli archi del battistero in stile secondo impero.

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